Teoria Polivagale
Vittorio Veneto, Treviso, Feltre
La teoria Polivagale
La Teoria Polivagale concettualizza il funzionamento del sistema nervoso autonomo e fornisce delle chiavi d’ingresso e delle strategie per poter “incontrare” il nostro sistema nervoso e poter piano piano modificare i pattern biocomportamentali fonte di disagio.
Sviluppata dal dott. Stephen Porges verso la fine del secolo scorso è oggi una delle teorie più promettenti per comprendere il complesso funzionamento umano. Utilizzata ormai in tutto il mondo negli ambiti che vanno dalla psicoterapia alle relazioni di aiuto e dall’educazione alla cura, sta da qualche anno prendendo piede anche in Italia.
La Teoria Polivagale è estremamente complessa e soggetta a continui studi e verifiche in tutto il modo. Nella sua visione pone l’accentro sull’attività del sistema nervoso autonomo: quello che suggerisce è che questa attività sia al centro della nostra vita quotidiana e che influisca in modo determinante sulla percezione di sicurezza, influenzando la capacità di connessione.
Il sistema nervoso gioca quindi un ruolo centrale nel plasmare pensieri, sentimenti, comportamenti e credenze.
La Teoria afferma che il nostro sistema nervoso ha bisogno di sentirsi al sicuro per fornire il suo potenziale di ristoro, ripristino e crescita, liberando le qualità della mente che hanno a che fare con la creatività, la possibilità di cambiamento e di intuizione e lo stato di benessere e connessione. Sottolinea inoltre che quando il sistema nervoso non si sente sicuro all’interno di un ambiente/relazione, scivola in uno stato di protezione che la Teoria chiama “disregolato”. L’istinto di sopravvivenza è, assieme al bisogno di connessione, l’altro aspetto fondamentale a cui il sistema nervoso pone continuamente attenzione.
La storia di ognuno di noi, le esperienze della prima infanzia o le esperienze traumatiche vissute nella vita, determinano quelli che saranno i segnali di minaccia rispetto ai quali il sistema nervoso ci metterà in guardia. La Teoria ci dice anche che, rilevando segnali di sicurezza, il sistema nervoso ha la capacità di regolarsi e di riorganizzarsi al meglio, lasciando andare schemi protettivi in funzione di nuovi schemi più liberi dai quali emergono comportamenti più armoniosi.
La Teoria sostiene la validità di approcci come lo Yoga, la Bioenergetica, la Contemplazione/Meditazione e tutte le Terapie psico/corporee per regolare il funzionamento del sistema nervoso.
Teoria Polivagale
Vittorio Veneto, Treviso, Feltre

La teoria Polivagale
La Teoria Polivagale concettualizza il funzionamento del sistema nervoso autonomo e fornisce delle chiavi d’ingresso e delle strategie per poter “incontrare” il nostro sistema nervoso e poter piano piano modificare i pattern biocomportamentali fonte di disagio.
Sviluppata dal dott. Stephen Porges verso la fine del secolo scorso è oggi una delle teorie più promettenti per comprendere il complesso funzionamento umano. Utilizzata ormai in tutto il mondo negli ambiti che vanno dalla psicoterapia alle relazioni di aiuto e dall’educazione alla cura, sta da qualche anno prendendo piede anche in Italia.
La Teoria Polivagale è estremamente complessa e soggetta a continui studi e verifiche in tutto il modo. Nella sua visione pone l’accentro sull’attività del sistema nervoso autonomo: quello che suggerisce è che questa attività sia al centro della nostra vita quotidiana e che influisca in modo determinante sulla percezione di sicurezza, influenzando la capacità di connessione.
Il sistema nervoso gioca quindi un ruolo centrale nel plasmare pensieri, sentimenti, comportamenti e credenze.
La Teoria afferma che il nostro sistema nervoso ha bisogno di sentirsi al sicuro per fornire il suo potenziale di ristoro, ripristino e crescita, liberando le qualità della mente che hanno a che fare con la creatività, la possibilità di cambiamento e di intuizione e lo stato di benessere e connessione. Sottolinea inoltre che quando il sistema nervoso non si sente sicuro all’interno di un ambiente/relazione, scivola in uno stato di protezione che la Teoria chiama “disregolato”. L’istinto di sopravvivenza è, assieme al bisogno di connessione, l’altro aspetto fondamentale a cui il sistema nervoso pone continuamente attenzione.
La storia di ognuno di noi, le esperienze della prima infanzia o le esperienze traumatiche vissute nella vita, determinano quelli che saranno i segnali di minaccia rispetto ai quali il sistema nervoso ci metterà in guardia. La Teoria ci dice anche che, rilevando segnali di sicurezza, il sistema nervoso ha la capacità di regolarsi e di riorganizzarsi al meglio, lasciando andare schemi protettivi in funzione di nuovi schemi più liberi dai quali emergono comportamenti più armoniosi.
La Teoria sostiene la validità di approcci come lo Yoga, la Bioenergetica, la Contemplazione/Meditazione e tutte le Terapie psico/corporee per regolare il funzionamento del sistema nervoso.
Cos’è la Teoria Polivagale per me
Il mio incontro con la Teoria Polivagale risale al 2020, da allora me ne sono innamorato.
L’ho sentita fin da subito perfettamente in linea, nei sui contenuti, con tutto quello che avevo appreso fino ad allora sull’uomo e sulla vita.
Continuando ad approfondire la Teoria ho seguito il primo corso in Italia condotto da Deb Dana, terapeuta americana che ha traslato i costrutti della Teoria in una modalità operativa nella relazione d’aiuto. Da un po’ di tempo mi dilettavo con lo studio delle neuroscienze cercando elementi che mi aiutassero a comprendere il significato della Vita, il funzionamento dell’uomo e la relazione dell’uomo con l’esistere.
Così la Teoria Polivagale mi ha entusiasmato per il suo mettere in luce dei funzionamenti dell’uomo che rientrano, a mio avviso, nella sfera dello spirituale, confermando che la spiritualità, oltre ad essere un bisogno dell’uomo come lo sono il nutrirsi, il dormire ecc., può essere riconosciuta a tutti gli effetti come una scienza, la scienza della connessione. Mi ha aiutato a rivedere alcune convinzioni riguardo a certi miei comportamenti e a lasciarli andare; mi ha insegnato che la compassione, l’amore, la sensibilità non devono essere solo dei valori mentali ma hanno bisogno, per poter emergere, per essere veramente incarnati, di un’attivazione particolare del sistema nervoso.
So ora cosa poter fare e a quali risorse attingere per facilitare in me tale attivazione.
Cosa si fa
Il costrutto polivagale ha fornito delle indicazioni sul funzionamento umano in difesa a degli stimoli ritenuti come pericolosi o minacciosi.
Ci ha anche suggerito che il sentirsi al sicuro è la base neurofisiologica per promuovere il cambiamento, per poter intraprendere un percorso di rimodellamento dei propri pattern biocomportametali, dei propri modi.
La Teoria fornisce una visione e delle modalità operative per aiutare il sistema nervoso a riorganizzarsi in funzione di una vita più connessa.
Nei corsi di gruppo e negli incontri individuali cerchiamo di comprendere il linguaggio del sistema nervoso per imparare a riconoscere gli schemi maladattivi e riorganizzare risposte più promettenti. Attraverso tecniche corporee, consapevolezza e meditazione impariamo a divenire coscienti di ciò che agisce come schema al di sotto del livello di coscienza. Si impara a stare in ascolto, a percepire e a nominare ciò che il nostro sistema nervoso ci sta dicendo momento dopo momento. Si impara a riconoscere i propri trigger, le cose o le situazioni che ci fanno scattare e ci disregolano e le risorse che ci permettono di ritornare in uno stato di regolazione e connessione (con noi, con l’altro, con la Vita).

Cos’è la Teoria Polivagale per me
Il mio incontro con la Teoria Polivagale risale al 2020, da allora me ne sono innamorato.
L’ho sentita fin da subito perfettamente in linea, nei sui contenuti, con tutto quello che avevo appreso fino ad allora sull’uomo e sulla vita.
Continuando ad approfondire la Teoria ho seguito il primo corso in Italia condotto da Deb Dana, terapeuta americana che ha traslato i costrutti della Teoria in una modalità operativa nella relazione d’aiuto. Da un po’ di tempo mi dilettavo con lo studio delle neuroscienze cercando elementi che mi aiutassero a comprendere il significato della Vita, il funzionamento dell’uomo e la relazione dell’uomo con l’esistere.
Così la Teoria Polivagale mi ha entusiasmato per il suo mettere in luce dei funzionamenti dell’uomo che rientrano, a mio avviso, nella sfera dello spirituale, confermando che la spiritualità, oltre ad essere un bisogno dell’uomo come lo sono il nutrirsi, il dormire ecc., può essere riconosciuta a tutti gli effetti come una scienza, la scienza della connessione. Mi ha aiutato a rivedere alcune convinzioni riguardo a certi miei comportamenti e a lasciarli andare; mi ha insegnato che la compassione, l’amore, la sensibilità non devono essere solo dei valori mentali ma hanno bisogno, per poter emergere, per essere veramente incarnati, di un’attivazione particolare del sistema nervoso.
So ora cosa poter fare e a quali risorse attingere per facilitare in me tale attivazione.
Cosa si fa
Il costrutto polivagale ha fornito delle indicazioni sul funzionamento umano in difesa a degli stimoli ritenuti come pericolosi o minacciosi.
Ci ha anche suggerito che il sentirsi al sicuro è la base neurofisiologica per promuovere il cambiamento, per poter intraprendere un percorso di rimodellamento dei propri pattern biocomportametali, dei propri modi.
La Teoria fornisce una visione e delle modalità operative per aiutare il sistema nervoso a riorganizzarsi in funzione di una vita più connessa.
Nei corsi di gruppo e negli incontri individuali cerchiamo di comprendere il linguaggio del sistema nervoso per imparare a riconoscere gli schemi maladattivi e riorganizzare risposte più promettenti. Attraverso tecniche corporee, consapevolezza e meditazione impariamo a divenire coscienti di ciò che agisce come schema al di sotto del livello di coscienza. Si impara a stare in ascolto, a percepire e a nominare ciò che il nostro sistema nervoso ci sta dicendo momento dopo momento. Si impara a riconoscere i propri trigger, le cose o le situazioni che ci fanno scattare e ci disregolano e le risorse che ci permettono di ritornare in uno stato di regolazione e connessione (con noi, con l’altro, con la Vita).
A cosa serve la Teoria Polivagale
La Teoria Polivagale ci insegna che il nostro sistema nervoso autonomo ci spinge verso certi schemi che sono o sono stati sicuri in passato, riconoscendoli come modalità adattive e funzionali alla sopravvivenza, anche se nel presente risultano essere maladattivi.
Ci aiuta a guardare i nostri comportamenti che sono fonte di tensione con uno sguardo compassionevole e non giudicante, come solitamente accade. Sottolinea che solo con la tenerezza possiamo produrre cambiamenti significativi nel modo in cui il sistema nervoso si relaziona all’esperienza del vivere, nel modo in cui viviamo la vita. Ci aiuta a sentirci più connessi e al sicuro.
