Bioenergetica
Vittorio Veneto, Treviso
Cos’è la Bioenergetica
La Bioenergetica è una pratica psico/corporea nata in America a cavallo degli anni ‘50 del secolo scorso.
Ha radici nella ricerca psicologica di inizio ‘900 e rispondeva al bisogno di integrare il corpo nel percorso di analisi.
Dalla sua origine (gli studi di Alexander Lowen, padre della Bioenergetica) ad oggi, la pratica si è riorganizzata come metodo di lavoro non più vincolato alla terapia. Ora si svolge in gruppo e forse nel gruppo, nella classe, esprime al meglio le sue potenzialità.
Alla base di questa tecnica sta il concetto di identità funzionale corpo-mente e l’idea che ogni momento di tensione e di difficoltà o esperienza dolorosa vissute nella prima infanzia, quando ancora non si è equipaggiati per far fronte alla frustrazione dei propri bisogni, si cristallizzino nel corpo sotto forma di tensioni, promuovendo inoltre un abbassamento della respirazione secondo l’adagio “respirare di meno uguale sentire di meno”.
Queste tensioni che rimangono nel corpo in modo cronico non vengono più rilevate dalla consapevolezza e definiscono cosi il nostro carattere: dicono chi siamo e come ci muoviamo nel mondo, quello che ci possiamo concedere di fare e quello che non possiamo neanche immaginare di realizzare.
La pratica mira a sciogliere le tensioni e a liberare la respirazione attraverso movimenti corporei, ad affinare la capacità di sentire per poter ricontattare parti sopite di noi.
“Conosci te stesso, esprimi te stesso e realizza te stesso” diceva Lowen, definendo quindi come obbiettivo della Bioenergetica la realizzazione del sé.
Quando, dove e come
Mercoledì 20.00 – 22.00 a Vittorio Veneto
Da ottobre a maggio.
Per partecipare è necessario un colloquio individuale.
Bioenergetica
Vittorio Veneto, Treviso
Mercoledì 20.00 – 22.00 a Vittorio Veneto
Da ottobre a maggio.
Per partecipare è necessario un colloquio individuale.

Cos’è la Bioenergetica
La Bioenergetica è una pratica psico/corporea nata in America a cavallo degli anni ‘50 del secolo scorso.
Ha radici nella ricerca psicologica di inizio ‘900 e rispondeva al bisogno di integrare il corpo nel percorso di analisi.
Dalla sua origine (gli studi di Alexander Lowen, padre della Bioenergetica) ad oggi, la pratica si è riorganizzata come metodo di lavoro non più vincolato alla terapia. Ora si svolge in gruppo e forse nel gruppo, nella classe, esprime al meglio le sue potenzialità.
Alla base di questa tecnica sta il concetto di identità funzionale corpo-mente e l’idea che ogni momento di tensione e di difficoltà o esperienza dolorosa vissute nella prima infanzia, quando ancora non si è equipaggiati per far fronte alla frustrazione dei propri bisogni, si cristallizzino nel corpo sotto forma di tensioni, promuovendo inoltre un abbassamento della respirazione secondo l’adagio “respirare di meno uguale sentire di meno”.
Queste tensioni che rimangono nel corpo in modo cronico non vengono più rilevate dalla consapevolezza e definiscono cosi il nostro carattere: dicono chi siamo e come ci muoviamo nel mondo, quello che ci possiamo concedere di fare e quello che non possiamo neanche immaginare di realizzare.
La pratica mira a sciogliere le tensioni e a liberare la respirazione attraverso movimenti corporei, ad affinare la capacità di sentire per poter ricontattare parti sopite di noi.
“Conosci te stesso, esprimi te stesso e realizza te stesso” diceva Lowen, definendo quindi come obbiettivo della Bioenergetica la realizzazione del sé.
Cos’è la Bioenergetica per me
La Bioenergetica è stata la mia salvezza in un momento difficile.
Mi ha portato a rivalutare molte mie certezze donandomi la sensazione di essere sempre più vicino alla mia verità.
Mi ha insegnato ad abitare lo spazio del sentire, a riconoscere la mia sensibilità e la mia vulnerabilità.
Mi ha messo, dopo tanti anni di Yoga, ancora più in contatto con il mio corpo.
Mi ha aiutato a riconoscere molti miei schemi, a sentirli agire nel corpo e a prendermene cura.
Grazie alla Bioenergetica mi sento più vero.
Cosa si fa
Ho studiato la Bioenergetica alla scuola IPSO di Milano e nelle lezioni integro le conoscenze del paradigma bioenergetico con il counselling somatorelazionale e l’altra mia grande passione, la Teoria Polivagale.
La classi si tengono a Vittorio Veneto e a Feltre.
Ogni incontro si compone di vari momenti, iniziando con l’accoglienza, una piccola meditazione e una breve condivisione con lo scopo di creare un ambiente familiare che possa essere percepito dai praticanti come sicuro e privo di giudizio.
Si prosegue poi con la pratica corporea che può prendere varie forme, compresa la danza, il massaggio e l’automassaggio.
Il concetto fondamentale su cui si lavora è il grounding, il radicamento, l’essere in contatto con sé, con il proprio corpo e il proprio sentire. La pratica può proseguire individualmente oppure con dei lavori in coppia.
Continui sono gli inviti a sentire e a nominare quello che si sente.
Si conclude l’incontro generalmente con un breve rilassamento o una breve meditazione e una condivisione finale sull’esperienza vissuta assieme.

Cos’è la Bioenergetica per me
La Bioenergetica è stata la mia salvezza in un momento difficile.
Mi ha portato a rivalutare molte mie certezze donandomi la sensazione di essere sempre più vicino alla mia verità.
Mi ha insegnato ad abitare lo spazio del sentire, a riconoscere la mia sensibilità e la mia vulnerabilità.
Mi ha messo, dopo tanti anni di Yoga, ancora più in contatto con il mio corpo.
Mi ha aiutato a riconoscere molti miei schemi, a sentirli agire nel corpo e a prendermene cura.
Grazie alla Bioenergetica mi sento più vero.
Cosa si fa
Ho studiato la Bioenergetica alla scuola IPSO di Milano e nelle lezioni integro le conoscenze del paradigma bioenergetico con il counselling somatorelazionale e l’altra mia grande passione, la Teoria Polivagale.
La classi si tengono a Vittorio Veneto e a Feltre.
Ogni incontro si compone di vari momenti, iniziando con l’accoglienza, una piccola meditazione e una breve condivisione con lo scopo di creare un ambiente familiare che possa essere percepito dai praticanti come sicuro e privo di giudizio.
Si prosegue poi con la pratica corporea che può prendere varie forme, compresa la danza, il massaggio e l’automassaggio.
Il concetto fondamentale su cui si lavora è il grounding, il radicamento, l’essere in contatto con sé, con il proprio corpo e il proprio sentire. La pratica può proseguire individualmente oppure con dei lavori in coppia.
Continui sono gli inviti a sentire e a nominare quello che si sente.
Si conclude l’incontro generalmente con un breve rilassamento o una breve meditazione e una condivisione finale sull’esperienza vissuta assieme.
A cosa serve la Bioenergetica
Oltre a facilitare uno stato di rilassamento e di attivazione energetica, la pratica bioenergetica ci rende più sensibili al corpo, ci offre la possibilità di fare un profondo lavoro interiore e di acquisire la capacità di autoespressione e di autoregolazione.
Il lavoro sul corpo e sul respiro fatto in Bioenergetica tocca profondamente la sfera emotiva portandoci ad attraversare le diverse emozioni che ci abitano, facilitando il contatto con la parte tenera di sé e con i sentimenti di amore, fiducia e connessione.
Da una prospettiva Polivagale la pratica offre la possibilità di allargare la finestra di tolleranza del sistema nervoso ampliando lo spazio di sicurezza nella vita.
Le tecniche possono essere intese come esercizi neurali che aiutano a sperimentare in un luogo sicuro, modalità dell’essere con le quali non si è in contatto oppure si reprimono favorendo la possibilità di ritrovare la libertà di essere.
